Margherita’s Miniatures

“Nel cuore antico del vecchio strumento c’è ancora un futuro da scoprire”. Sono parole di Margherita Porfido, affermata pianista e clavicembalista che ha suonato con i più grandi interpreti del panorama musicale internazionale. Da oltre trent’anni si dedica unicamente al clavicembalo e alla ricerca del repertorio musicale che va dal Rinascimentale-Barocco a quello Contemporaneo, prediligendo le sonorità fresche e attuali per far rivivere le innumerevoli possibilità espressive dell’antico strumento, incuriosendo così molti compositori contemporanei che per lei hanno scritto nuove pagine per clavicembalo.

Fondatrice e Direttrice Artistica del noto Concorso e Festival Internazionale di clavicembalo “Wanda Landowska”, Margherita Porfido si è cimentata recentemente nel suo ultimo progetto discografico, MARGHERITA’S MINIATURES, disco di fresca produzione per la prestigiosa Casa Discografica DIG, Digressione Music srl, sperimentando nuove e originali composizioni per clavicembalo. Si tratta di ventiquattro composizioni, miniature musicali, nate dalla visione immaginifica di sonorità colorate che l’autrice dice di aver interpretato: “Come fossero dei piccoli quadri, miniature e, come il pittore userebbe tutti i colori della sua tavolozza, dal più tenue al più scuro, dal più caldo al più freddo, così ho voluto costruire il percorso della musica che vi è contenuta, pensando a immagini sonore colorate”.

Le composizioni inserite nell’album sono state in parte scritte per la Porfido da alcuni tra i principali improvvisatori e compositori jazzisti viventi più eclettici al mondo. E dunque, in questa promenade sonora del tutto originale e unica si passa dai classici del Novecento all’epoca Contemporanea. L’autrice, come un bravo prestigiatore che tira fuori dal suo magico clavicembalo- cilindro le giuste risonanze adatte per gli strumenti della tradizione popolare, sapientemente amalgamati agli strumenti della tradizione colta, riesce ad ottenere impasti sonori raffinati ed inediti, incredibilmente funzionali alle immagini e ad una visione di un mondo fantastico e surreale.

Così, la coloritura fresca e sempre nuova del clavicembalo ci porta ad immaginare lo scenario folkloristico delle “Danze popolari romene” di Béla Bartók, con le sonorità del salterio ungherese, fino a ritrovarci in Oriente con le “Trois Gnossiennes” di Erik Satie che il virtuosismo della Porfido, come una sfumatura in movimento fa cantare. Improvvisamente, il salto nel contemporaneo è presto fatto, con le sonorità più spudorate che fanno trasumanare lo strumento portandolo allo stremo della timbrica. È il caso dell’esuberante “Minotauro” del sassofonista Eugenio Colombo che ci porta in un labirinto di chiaro oscuri alternando pause e accenti. Il gioco ritmico e sonoro continua con il rapsodico “Pende Priam” del pianista belga Fred van Hove con echi ligetiani, fino ad arrivare al surrealista “Margherita’s Miniatura” del pianista inglese Keith Tippet che sublima il brano con cluster e accordi frenetici lasciando spazio all’improvvisazione dell’esecutore. Con “Schegge” del pianista Livio Minafra, l’atmosfera si fa invece puramente jezzistica, portandoci nelle improvvisazioni ironiche del ragtime. È invece con “Memoire m’Emoi” di Michel Godard, compositore e virtuoso francese della tuba e dell’antico serpentone che l’esecuzione della Porfido ritorna nello scenario onirico, con fughe rapsodiche ed esplosioni atonali. Il registro stilistico cambia ancora repentinamente con “Lessons for the harpsichord” del clavicembalista americano Daniel Pinkham che rivisita la forma antica della suite per strumento a tastiera, valorizzandola con la freschezza di nuove armonie e nuovi suoni.

Ma l’aspetto più sorprendente di questo disco consiste nella straordinaria rivelazione delle potenzialità timbriche del clavicembalo che è stato il simbolo della musica barocca. Pertanto, ora non possiamo più ignorare che si tratta di uno strumento che si adatta alla perfezione alla musica attuale. Tutti i brani sono stati eseguiti da Margherita Porfido con un esemplare tipicamente barocco, una copia di un Blanchet del 1730, clavicembalo francese realizzato da François Ciocca Atelier e che le mani dell’esecutrice, grazie alle musiche di autorevoli compositori di diverse generazioni, passando per tutte le epoche, sono riuscite a trasformare in una strepitosa officina sonora. Suonato in tutti i registri fino ai margini estremi della sua tessitura, questo clavicembalo offre una straordinaria gamma di colori sonori, capace di evocare altri strumenti ed entrare in dialogo persino con quelli primitivo-ancestrali, come il didjeridoo, strumento aborigeno australiano, suonato dal trombettista Pino Minafra in “Les fastes de la grande et ancienne MXNXSTRXNDXSX” di François Couperin,  mostro sacro del repertorio clavicembalistico.

Verso la fine del cd è l’indimenticabile tromba di Pino Minafra, special guest del disco, a duettare con il clavicembalo nella melodia di “Roccellanea”, rilettura della famosa Tarantella del Gargano del clarinettista bergamasco Gianluigi Trovesi e a portarci, come una carezza e un canto nostalgico nella commovente scena di “Romeo e Giulietta” che il regista Franco Zeffirelli volle affidare alle musiche di Nino Rota. Il gioco di rimandi tra passato e presente non è dato solo dallo strumento, ma anche dall’esplicito riferimento dell’impronta barocca, completamente trasfigurata, presente in  alcune pagine musicali che dietro un’apparente semplicità, nascondono strutture rigorose e complesse che si colgono attraverso un ascolto attento. Il suono antiromantico cembalistico aiuta a risolvere certe problematiche che il suono del pianoforte presenta nella musica contemporanea.

Tuttavia, già Ligeti aveva sperimentato l’accostamento del suono clavicembalistico a quello della musica contemporanea o di confrontarsi con forme del passato e con generi musicali diversi. Va ricordato, quanto siano state significative le sperimentazioni soprattutto di grandi clavicembaliste come Wanda Landowska, Elisabeth Chojnacka, Zuzana Ružičková, Genoveva Gálvez che come Margherita Porfido hanno richiesto musiche ai compositori moderni e contemporanei, permettendo così la nascita di questo repertorio. Tendenze che rispecchiano totalmente i brani di questo disco tutto da scoprire e che non finisce mai di stupire.

Anita Piscazzi

 

MARGHERITA’S MINIATURES

Margherita Porfido harpsicord

DIG, Digressione Music srl, Molfetta, 2022

 

0 comments
5 likes
Prev post: Solid. Quel diavolo di Scott LaFaro, Intervista a Vincenzo StaianoNext post: L’oracolo narrativo e la voce delle scrittrici in « Trema la notte » di Nadia Terranova

Related posts

Leave a Reply

Votre adresse e-mail ne sera pas publiée.

Ultimi articoli
Articoli più amati